Cari (G)iovani, intorno alle 23.20 del 17 agosto brillava nel cielo di Roma una nuova stella, quella del Presidente Franco Sensi. Ho deciso di scrivere per ricordarlo (scusate il ritardo) un post con le sue frasi storiche e con i saluti degli amici, dei collaboratori, dei politici e di quei personaggi che lo salutano sorridendo sotto i baffi per essersi levati dalla scarpa non un sassolino ma un chiodo vero e proprio, quei personaggi contro cui Sensi ha combattuto dal suo primo giorno a capo della società, fino ad arrivare al saluto più bello, più sincero, al saluto di quelli che hanno colpito con fischi e bottigliette quei personaggi rimediando disprezzo dai finti sportivi del calcio.
1993: "Vorrei portare la Roma sullo stesso piano del Barcellona o dell'Ajax. Spero di vincere anch'io come Dino Viola, ma vorrei maggiore rispetto da parte del Palazzo"
1999: "Zeman ha avviato un lavoro moderno, ricorderemo sempre l'importanza morale delle sue crociate. Ma ora con noi c'è Capello: la gente vuole vincere e la Roma volta pagina"
2000: "Il potere non è nè della Lega nè della Figc ma delle due società che dal '92 si dividono gli scudetti. Il sistema che ha prodotto lo strapotere del Nord è al tramonto"
2001: "Ho 75 anni, l'anno prossimo posso pure lasciare. Ho visto la gente del Circo Massimo. Ho fatto tutto quello che dovevo fare. Poi ci penserà la Divina Provvidenza"
2002: "Carraro è stato il presidente di Milan e Juventus, ha autorizzato contratti irregolari sui diritti tv. Galliani è un valido dirigente, ma in palese conflitto d'interessi"
2003: "Non c'è niente da fare contro i padroni del calcio, sapevano che potevamo dargli fastidio e ci hanno ostacolato in tutti i modi. Sono pronto a ritirare la squadra dal campionato"
2008: "Gli 80 anni della Roma sono i miei 80 anni, tutta la mia vita. Sono orgoglioso di aver avuto un ruolo in questa impresa sportiva dedicata alla mia grande città"
"La roma è una cosa di famiglia: ogni giorno si siede a tavola con noi" (dopo aver comprato la società)
"Venderò la Roma sollo alla Coca Cola" (dopo l'offerta dei russi)
"Agnolin lo liquido con una scorreggia" (licenziò un assistente in diretta tv)
"Deve essere come le balie ciociare che arrivano per allattare i neonati dei nobili. Genuina, tutta salute, prosperosa" (in occasione di miss Roma)
"Lo spettacolo non proseguisce"
"Io al massimo me posso toglie' la giacca" (dopo lo spogliarello della Ferilli)
"Lo considero il figlio maschio che non ho avuto" (parlando di Totti)
"Spero tanto di essere ricordato come Alberto Sordi" (parlando con Verdone)
Pietro Vierchowod, ex difensore giallorosso: "E' stato un grande presidente, che ha fatto grande la Roma"
Gianni De Biasi, tecnico del Torino: "Mi ha sempre colpito la sua umanità: con i giocatori era un padre"
Flora Viola, moglie dell'ex presidente Dino Viola: "Franco Sensi è stato un grande presidente, come mio marito: il popolo romanista gli sia grato perchè dopo tanti anni ha restituito grandezza alla Roma, ha condotto battaglie aspre, ha traghettato la società in acque difficili, a volte si è dovuto muovere nelle zone d'ombra del calcio italiano, le stesse che ha affrontato il mio Dino"
Carlo Verdone, attore/1: "Io continuavo a fare gesti di scongiuro, ma lui diceva solo: "Speriamo tanto". Insomma, Sensi voleva lasciare una traccia nel cuore del popolo romanista. E lo meritava, perchè era una persona onesta in un mondo spietato"
Carlo Verdone, attore/2: "Ogni volta che lo vedevo la domenica al suo posto in tribuna con la moglie. Lo salutavo durante l'intervallo, e lui ricambiava con il suo affetto"
Carlo Verdone, attore/3: "Era un presidente artigiano che ha fatto della sua società una famiglia, un modello. Prendi i nostri giocatori simobolo, come Francesco Totti e Daniele De Rossi. Sono nati a Roma e rappresentano l'anima della squadra"
Antonello Venditti, cantante: "Sensi deve essere onerato da tutte le persone oneste d'Italia, peccato che siano poche"
Sabrina Ferilli, attrice: "Franco Sensi è stato un presidente e un papà non solo per la squadra ma anche per Roma. Ha deciso l'orgoglio di questa città, che subisce costantemente la pressione e gli attacchi della politica, dell'informazione e del mondo dello spettacolo"
Antonio Cassano, calciatore Sampdoria, ex Roma: "Sensi ha rappresentato molto per me. Mi è sempre stato vicino e con lui avevo un rapporto che andava oltre il campo. Per la Roma si tratta di una grande perdita"
Roberto Cotroneo, scrittore: "E' finito un certo calcio fatto di sentimenti autentici e di presidenti-tifosi. Ci mancherà il suo cappotto, il suo cappello, il suo urlo di felicità. Quello che fece all'Olimpico nel derby del tre a tre. E' finito un mondo, ma un altro sta per cominciare"
Maurizio Costanzo, presentatore: "Ha dato un cambiamento importante alla storia della nostra squadra. Se Viola ha iniziato il progetto, Sensi l'ha portato a termine. Oggi la Roma lotta ogni anno per lo scudetto ed è tra le prime dieci potenze europee"
Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana: "Ci piace ricordare la figura del presidente per una serie di motivi: il primo è legato al suo impegno per combattere anche all'interno della tifoseria giallorossa estremista sentimenti xenofobi, razzisti e in alcuni casi nostalgici dell'ideologia nazi fascista. Sensi ha visitato le scuole ebraiche della nostra comunità, ma soprattutto lui e la sua famiglia saranno ricordati per aver salvato famiglie ebraiche durante la furia nazifascista"
Massimo Mezzaroma, presidente della M.Roma volley: "Abbiamo perso un presidente straordinario. E' stato un grande perchè ha fatto un vero miracolo mettendoci cuore e finanze nella Roma. Sono molto addolorato soprattutto per averlo visto spegnersi lentamente"
Alessia Filippi, nuotatrice: "Ho iniziato a tifare Roma fin da piccola e vista la mia età l'unico presidente che ho visto è stato Franco Sensi. Provo grande dispiacere perchè grazie a lui ho potuto gioire per lo scudetto del 2001 e per me lui voleva dire la Roma punto e basta"
Claudia Corsini, pentatleta: "Provo un grande dispaicere. E' stato il più grande di sempre per noi e grazie a lui migliaia di romani si sono innamorati sempre più della squadra"
Bruno Mascarenhas, canottiere: "Sono tifoso della ROma da quando sono arrivato in Italia, mi dispiace. La Roma è stata sempre competitiva e divertente grazie ai suoi sforzi e alla sua passione"
Franco Baldini, g.m dell'Inghilterra, ex d.s. giallorosso: "Tutto quello che mi è successo, nel calcio e nella vita, negli ultimi 10 anni porta la firma di Sensi. E' stato lui a volermi a tutti i costi a gestire la Roma. E sono state poche le persone con cui ha dovuto confrontarsi in discussioni tanto intense, giorno per giorno. Ma sono sicuramente ancor meno le persone a cui ha voluto così bene. Potevamo anche avere opinioni differenti, ma tutto finiva con una pacca sulla spalla e una stretta di mano"
Gianni Alemanno, sindaco di Roma: "Abbiamo chiesto il permesso alla famiglia Sensi di allestire la camera ardente in Campidoglio perchè in questo modo vogliamo rappresentare il cordoglio di tutta la città per la scomparsa di un grande uomo di sport romano e italiano. Prometto di aiutare Rosella Sensi e tutta la AS Roma a costruire lo stadio della società che penso non possa non essere intitolato proprio a Franco Sensi"
Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma: "Il suo ricordo rimarrà incancellabile. Franco Sensi ha scommesso i frutti di una vita sulla passione per la Roma e l'amore di Roma. Di lui voglio ricordare soprattutto lo straordinario equilibrio interiore"
Walter Veltroni, ex sindaco di Roma: "Indimenticabile l'espressione di Sensi nell'accompagnare la figlia sottobraccio e consegnarla al marito. Già non stava bene, ma in quel gesto si leggeva il tenero sentimento contradditorio che ogni padre ha in quel momento. Spero che non ci sia un dopo-Sensi. Per me dopo Franco c'è Rosella Sensi, una donna molto forte, caparbia, determinata, al di là del suo aspetto fisico. Una donna robusta che creerà tutte le condizioni per andare avanti con la Roma"
Giorno Napolitano, Presidente della Repubblica: "E' stato un Cavaliere del lavoro, ha saputo combinare un'intensa attività imprenditoriale con un lungo appassionato impegno per lo sport"
Ignazio La Russa, ministro della Difesa: "Sarà ricordato per aver trasformato la Roma da squadretta a squadra. Senza Sensi, Francesco ora giocherebbe altrove"
Carlo Mazzone, ex allenatore Roma: "Gli sarò sempre riconoscente perchè mi ha permesso di allenare la Roma. Sono onorato di essere stato il suo primo tecnico. I tigosi giallorossi gli devono tanto"
Fabio Capello, ex allenatore Roma:" Sarò sempre grato a Sensi per avermi portato alla Roma e per avermi offerto una grande esperienza, vissuta insieme nella gioia della conquista dello scudetto"
Marcello Lippi, allenatore Italia: "E' stato un presidente battagliero e leale, senza pregiudizi. Quando parlavo con lui non ho mai avuto impressione di avere un "nemico" calcistico"
Francesco Totti, capitano Roma: "Per me è un dolore fortissimo. Perdiamo una figura di riferimento cardine della storia della Roma e del calcio, ma soprattutto un uomo gentile, appassionato, un uomo vero. Ci lascia 15 anni di amore che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore. Ogni giorno che ho trascorso con lui è indimenticabile, ma il ricordo che ho maggiormente impresso nella memoria è quel giorno al Circo Massimo e la sua felicità. Amava la Roma e ha fatto tanto per questa squadra anche a livello personale per tanti di noi calciatori"
Rodrigo Taddei, calciatore Roma: "Abbiamo perso un grande uomo, è un giorno triste per tutti. Il presidente Sensi aveva un grande rapporto con noi, perciò speriamo di potergli dedicare qualcosa di bello"
Giulio Andreotti, senatore: "Da tifoso gli dico grazie. Mi diceva: mi danno mille consigli, ma mai nessuno che mi dia una mano per aiutarmi finanziariamente. Mi rendo conto che adesso nelle società di calcio prevale l'aspetto mercantile. Ma la Roma è la Roma e deve assolutamente restare ai romani.
Giuseppe Gianni, ex calciatore Roma: "Una persona schietta, diretta, anche ironica a volte. Con lui ho avuto dei disguidi, i rapporti per un periodo sono stati incrinati, ma ci siamo chiariti tanto che mi voleva riportare alla Roma. Sicuramente è stato un grande presidente, ha fatto tantissimo per la Roma, questo nessuno potrà mai negarlo.
Daniele Pradè, d.s. giallorosso: "Ricorderò sempre i Suoi rimproveri e le Sue carezze. I Suoi consigli saranno la mia strada. Grazie per avere cambiato il percorso della mia vita. Con amore, Daniele."
Maria Sensi, moglie di Franco: "Franco, da lassù, vuole che stiamo tutti sereni. L'orgoglio più grande per ogni romanista è quello di essere nato tifoso di questa squadra"
Aldair, ex calciatore Roma/1: "Un uomo sincero, molto corretto. Una persona schietta, che diceva sempre la verità. Una virtù che gli è costata parecchie bastonate.
Aldair, ex calciatore Roma/2: "Eccezzionale, ci lasciava sempre tranquilli, anche nei momenti difficili. Quando non arrivavano i risultati o infuriavano le polemiche arbitrali, lui veniva nello spogliatoio a rici che dovevamo solo impegnarci sul campo, che a tutto il resto ci pensava lui."
Aldair, ex calciatore Roma/3: "Ho due ricordi più belli. Il primo, quando mi ruppi il crociato, nel '93. Era appena diventato presidente e un giorno mi venne a trovare in clinica, dopo l'operazione. Fu una bellissima sorpresa. Il secondo è più recente. Nel 2001, quando ci consegnarono la coppa dello scudetto, Sensi volle mostrarla ai tifosi allo stadio. Quel giorno io non giocavo, ma lui venne a chiamarmi in tribuna. "Alda, devi venire con me", mi disse. E andammo io, lui e Montella sotto la curva Sud."
Aldair, ec calciatore Roma/4: "Non credo che non licenziò Giorgio Rossi solo per me. Io avevo un ottimo rapporto con Giorgio, una persona stupenda. Però Sensi ogni volta che ci vedeva insieme mi diceva: "Vedi Alda, questo signore è il vero padrone della Roma". Detto da un presidente ad un massaggiatore..."
Luciano Spalletti, allenatore Roma: "Ci impegneremo ancora di più per questo grande presidente"
Maurizio Manzini, team manager Lazio: "Siamo venuti a rendere omaggio ad un grande uomo e ad un grande presidente che ha fatto tanto per la Roma e per la città di Roma. Molti nostri tifosi sono venuti a salutarlo e questo è un segno di riconoscenza e grande maturità"
Sergio Cragnotti, ex presidente Lazio: "Il calcio italiano perde un uomo di grandissimo spessore. Sensi ha combattuto fino in fondo le sue battaglie, riabilitando il calcio romano e portando il suo club ai vertici del calcio italiano. Era un personaggio all'antica, ma sapeva riconoscere i progetti vincenti e apprezzava le idee innovative. Insieme decidemmo di portare avanti il progetto dello stadio, ma ci ritrovammo a lottare contro un muro di gomma"
Monsignor Gioia: "Bastava una carezza della moglie e i suoi occhi si illuminavano. Franco mi diceva sempre: "La mia ricchezza è la famiglia"
Adriano Galliani, a.d. del Milan: "Sono qui solo per ricordare Franco, eravamo amici"
Delio Rossi, allenatore Lazio: "Un grande uomo"
Cobolli Gigli, presidente Juventus: "Meritava questo onore"
Paolo Cento, presidente Roma Club Montecitorio: "Intitoleremo il Roma Club Montecitorio a Franco Sensi: ci spronava a difendere sempre la Roma"
Arrigo Sacchi, allenatore: "Franco Sensi era un uomo generoso, amava la Roma: tutti i tifosi di calcio devono ricordarlo con amore"
Gian Carlo Abete, presidente FIGC: "E' un momento triste, Sensi è stato un grande."
Vittorio Arcangeletti, autista di Sensi: "Un uomo dolce, con un cuore grande. L'idea di comprare la Roma gli venne in macchina con me verso Visso"
Mario Brozzi, medico di Sensi: "Mio padre Adriano mi ha dato la vita, Franco sensi mi ha dato tutto il resto. Il suo è un esempio di fede e tenacia che porterò per sempre dentro di me. Le sue condizioni sono cominciate a peggiorare dopo una caduta rimediata a Barcellona. Fu operato, poi ha avuto diversi altri problemi, ma di una cosa sono certo: non ho mai visto un paziente lottare come lui. Una volta mi prese sottobraccio e mi disse :" Faccia il suo lavoro nel modo migliore possibile, ma secondo scienza e coscienza. A me vincere piace, senza però alterare le regole". Doping e abusi farmacologici sono cose che alla Roma non sono mai interessate. Una cosa è certa: a noi le vittorie non le hanno mai revocate..."
Giuseppe De Marchis, fisioterapista del presidente: "Ero diventato uno di famiglia tant'è che, pur essendo di Sutri, spesso rimanevo a dormire a Villa Pacelli. Tutto ruotava intorno alla signora Maria, che noi scherzosamente chiamavamo: "la caposala". Il presidente s'interessava sempre agli altri, e per un malato è raro che accada. Prima di andarsene, infatti, ha chiest ancoraalla moglie come stava e a me ha dato un bacio. Col presidente scherzavamo spesso., soprattutto negli ultimi due anni, però non odiava i nerazzurri. Io ho addirittura scritto un libro sui 10 anni dell'Inter Club di Sutri, ma l'ho dedicato a loro, a Franco e Maria Sensi"
CURVA SUD: "ROMANISTA COL CUORE E CON LA MENTE, RIPOSA IN PACE VALOROSO PRESIDENTE!"